Cantine

Cantina San Salvatore 1988

Regione: Campania (Italia)

Anno fondazione: 2004

Ettari vitati: 23

Produzione annua: 160.000 bt

Enologo: Riccardo Cotarella

Indirizzo: Azienda Agricola San Salvatore, Via Dioniso – 84050 Giungano (SA)

La cantina San Salvatore si trova nel cuore del Cilento, nella stessa terra in cui gli Antichi Greci cominciarono la colonizzazione della Magna Grecia; e portarono, conseguentemente, i vitigni aglianico, fiano e greco e portarono, conseguentemente, i vitigni aglianico, fiano e greco; oggi, proprio negli stessi luoghi, sorgono le viti dell’azienda. L’area, tutelata dal Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, comprende Stio, Giungano e le meravigliose architetture dei templi di Paestum; uno tra siti archeologici più suggestivi e meglio conservati della Magna Grecia. La tenuta si estende complessivamente su 97 ettari, di cui poco più di venti vitati e il resto destinati a oliveto, frutteto, seminativi e bosco ceduo. Il progetto è nato grazie all’imprenditore Pippo Pagano che ebbe l’idea di produrre vini rispettando la natura e le tradizioni, includendo nei prodotti anche la storia e i sapori della terra natia; l’agricoltura infatti, biologica, non è mai intensiva, le vigne non vengono stressate e si cerca di rispettare l’identità ecologica e i ritmi naturali. 

Le terre del Cilento si sono rivelate perfette per un’azienda che, oltre ad allevare Bufale per la produzione di latte per le mozzarelle, voleva intraprendere un percorso personale nel mondo del vino. La stella polare di San Salvatore è stata da subito la qualità senza compromessi. Le vigne si trovano in un contesto di grande biodiversità naturale e sono gestite in regime di agricoltura biologica, con utilizzo solo di zolfo e rame. Il clima mediterraneo, influenzato dalle brezze del Mar Tirreno, consente una perfetta maturazione delle uve. Le piante sono accudite con cura e passione, in modo che possano produrre uve di ottima qualità senza alcuna forzatura.

L’EQUILIBRIO PRODUTTIVO

La vite trova così il suo naturale equilibrio produttivo e regala pochi grappoli di alta qualità, con aromi ricchi, intensi e maturi. Una materia prima che non richiede interventi in cantina, ma anzi necessita di un approccio enologico leggero, che porti in primo piamo la qualità straordinaria delle uve. La scelta dei vitigni si è orientata sugli autoctoni campani: Fiano, Greco, Aglianico, tranne una piccola trasgressione per il Pinot Nero, che ha trovato le condizioni per esprimersi su livelli interessanti.

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