Cantine

Cantina Santa Margherita

Regione: Veneto (Italia)

Anno fondazione: 1935

Ettari vitati: 720

Uve di proprietà: 70%

Produzione annua: 750.000 bt

Indirizzo: Via Ita Marzotto, 8 – Fossalta di Portogruaro

Nel 1935 il vasto tratto di pianura compreso fra Fossalta di Portogruaro e la Laguna Veneta era in gran parte abbandonato e da bonificare. Gaetano Marzotto ne intuì il potenziale e decise di realizzarvi un grande polo agricolo in grado grazie alla sua superficie di mille ettari; di rispondere alla crescente domanda di beni alimentari, dando il nome dell’amata consorte – Margherita Lampertico Marzotto – simbolo stesso del desco famigliare, ai propri vini. La ripresa della tradizionale coltivazione della vite fu infatti una delle scelte fondanti del nuovo polo agricolo; che si dotò di una grande cantina di vinificazione che rappresentava lo “stato dell’arte” dell’epoca e che da allora venne costantemente aggiornata e sviluppata. Nel Secondo Dopoguerra, si decise di percorrere con decisione la strada della nascente qualificazione dei vini; puntando così a produrre etichette esclusivamente a denominazione d’origine controllata. In quello stesso periodo si percepì anche il profondo mutamento del gusto e delle abitudini alimentari degli Italiani che cercavano vini meno strutturati; con una forte identità di vitigno e di territorio, di grande piacevolezza, in grado di accompagnare una cucina via via sempre più leggera e salutistica.
Santa Margherita individua allora nell’Alto Adige quel territorio dal grande potenziale da valorizzare; e nel Pinot Grigio il capofila di quella generazione di vini attesi dai consumatori.

LA VINIFICAZIONE


La vinificazione in bianco del Pinot Grigio (annullando il contatto mosto-bucce in pressatura) fu il risultato di quella scelta e delle ricerche avviate in Alto Adige: dal 1961, un successo senza interruzioni e senza confini!
Dopo il Pinot Grigio, arrivarono le nuove interpretazioni dello Chardonnay e del Müller Thurgau, proposto nella versione frizzante, mentre nella zona collinare di Treviso il Prosecco spumante iniziava a diventare, da prodotto locale, a “fenomeno” mondiale. Santa Margherita sceglie in quegli anni la via della sostenibilità. Un esempio? L’Alto Adige dove adotta immediatamente i protocolli di lotta integrata per azzerare l’utilizzo della chimica di base; punta a minori produzioni, di più alta qualità; investe nel ripristino dell’ambiente, combattendo gli sprechi, salvaguardando la biodiversità e la tutela del paesaggio. Il vigneto-giardino di Refrontolo ne è l’esempio più recente.

Santa Margherita rappresenta il punto d’avvio di Santa Margherita Gruppo Vinicolo che, fondato dal conte Gaetano Marzotto nel 1935, è progressivamente cresciuto sino a diventare un vero e proprio “mosaico enologico” presente con proprie cantine e propri vigneti in alcune delle più belle regioni italiane: il Veneto Orientale, le colline di Conegliano-Valdobbiadene, l’Alto Adige, la Lombardia con la Franciacorta e la Lugana, la Toscana col Chianti Classico e la Maremma, la Sicilia e la Sardegna.

Indissolubilmente legata al suo vino-icona – il Pinot Grigio, capostipite di un’intera generazione di nuovi vini bianchi italiani, leader di mercato da più di cinquant’anni, distribuito in 90 Paesi – Santa Margherita ha fatto della capacità d’innovazione, della struttura manageriale, dello sviluppo tecnologico, della qualità e della sostenibilità – ambientale e sociale – i suoi tratti distintivi. Al centro del nostro agire quotidiano ci sono – infatti – due punti fermi: la vigna e gli uomini.

La cantina di Villanova – davvero “cuore” di una “nuova città” creata dal nulla in un sistema moderno di welfare d’impresa – è stata al centro di un’importante opera di rivisitazione in questi anni ed è oggi completamente autosufficiente dal punto di vista energetico.

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