Cantine

Tenuta San Francesco

tenuta san francesco

Regione: Campania  (Italia)

Anno fondazione: 2004

Ettari: 14

Indirizzo: Via Fieccia, 84010 – TRAMONTI (SA)

A Tramonti nel 2004, nel cuore verde della Costa D’Amalfi, i quattro soci fondatori: Gaetano e Generoso Bove, Vincenzo D’Avino e Luigi Giordano danno vita alle cantine “Tenuta San Francesco” ; per valorizzare la lunga storia vitivinicola del territorio e delle loro famiglie d’origine. La cantina, è collocata in una masseria storica del ‘700, e si avvale della consulenza del famoso enologo irpino Carmine Valentino.

Otto dei quattordici ettari della Tenuta, sono rappresentati da vigneti secolari; prefillossera delle cultivar di tintore, aglianico e piedirosso per la produzione del Tramonti rosso riserva “4 Spine” e del Tintore prefillossera “E’ ISS”. Quattro ettari e mezzo, compreso il Cru della “Vigna dei Preti“ sono coltivati a falanghina, biancolella, biancazita, biancatenera, pepella ; e ginestra per la produzione del Tramonti bianco; e del Tramonti bianco riserva “PerEva”. Altri due ettari sono stati reimpiantati di recente per la rinascita di uno storico vigneto a 600 metri sul livello del mare; a Chiunzi, e per la rinascita delle storica e magica “Vigna del Campo” attigua all’antico Conservatorio di Santa Teresa a Pucara, in un podere abbandonato da oltre un ventennio; invaso da rovi, arbusti e rifiuti, e che rappresenta la vigna più vasta della Costiera.

DISPOSIZIONE VIGNETI

Tutti i vigneti, ad alta densità d’impianto, sono situati tra i 200 e i 600 metri sul livello del mare, su terreni terrazzati in forte pendenza. Il sistema di allevamento è a tendone nelle vecchie vigne e a guyot nelle altre. La produzione si aggira dai 70 ai 90 quintali per ettaro. Particolare attenzione si presta alla conservazione e tutela dell’ambiente, aderendo ai piani Regionali per la riduzione dei fitofarmaci; e si utilizzano tecniche antiche e naturali. La nostra è una viticoltura biologica non certificata. Questa filosofia “green” e la salvaguardia e rivalorizzazione dei vitigni autoctoni, come il Tintore, ha fatto sì che, per cinque anni, l’azienda è stata insignita della chiocciola “Slow Wine” di Slow Food, esempio etico nel recupero e nell’ulteriore valorizzazione del territorio.

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